Calvi dell’Umbria, l’antica Carbium, è anche definita “la porta felice dell’Umbria”. Adagiata su uno sperone roccioso tra verdeggianti colline digradanti verso il Tevere, a ridosso del Monte San Pancrazio, si erge a 410 m sul livello del mare circondata da viti ed ulivi. Distante da Otricoli solo 9 km, è una terra antica, ricca di storia, di arte e tradizioni. Già abitata nell’Età del Bronzo, la sommità Monte San Pancrazio conserva i resti del centro di culto del VI secolo. Il paese in sé ha invece origini romane, dimostrate dal ritrovamento di un’area funeraria, monete ed altri reperti. Nel XI secolo Calvi divenne proprietà dell’Abbazia di Farfa e fu dominio ininterrotto degli Orsini, in quanto vicari de Papa, fino al 1572. continue e spesso violente e sanguinarie furono le lotte con il vicino castello di Poggio per questioni riguardanti i relativi confini, tanto che per mettere pace tra i contendenti, Callisto III dovette nominare un suo commissario. Nel 1798 le francesi saccheggiarono il paese. Sotto Leone XII (1823-1829) avvenne il passaggio dalla giurisdizione della Sabina a quella della diocesi di Narni. A questo si deve oggi la sua appartenenza alla regione umbra. |